lunedì 24 dicembre 2012

MASSONERIA E ANARCHIA

Un logo, ad opera del grafico Mattia Pagliarulo,
che lega simboli massonici e anarchici


A fronte di una apparente incompatibilità fra Massoneria e anarchia, molti nomi illustri dell'anarchismo sono transitati per le Logge: Proudhon, Bakunin, Ferrer, oltre agli italiani Andrea Costa e Errico Malatesta.
In questo interessante articolo di Luigi Corvaglia, questi aspetti vengono analizzati con dovizia di particolari e sulla scorta di interessanti documenti.

Per leggere il contributo clicca qui

mercoledì 19 dicembre 2012

LE VIGNETTE MASSONICHE DI SERGIO SARRI


Ridersi addosso, praticare l'arte sottile dell'autoironia, è tipico della cultura Massonica.
Esiste una grande tradizione di umorismo massonico, sviluppata specialmente in Francia e, più di recente, in Spagna.
Mancava, però, un autore nostrano a tenere alta la bandiera italiana.
Ci ha pensato Fratel Pisquano, alias Sergio Sarri (classe 1954, iniziato 32 anni fa in una Loggia milanese e oggi in piedilista alla R.L. Zamboni-de Rolandis all'Oriente di Bologna), con due raccolte di vignette - di cui la prima solo in versione ebook e la seconda anche in cartaceo - entrambe acquistabili dal sito
http://www.lulu.com/spotlight/sergiosarri

Nel link che segue, sono visualizzabili alcune vignette:

https://www.box.com/s/ct6o4g3a1nd9vtyalp7l

martedì 18 dicembre 2012

L'ATTO DI UNIONE TRA ANTIENTS E MODERNS


Dopo lo scisma del 1751 tra gli Antients (The Most Antient and Honourable Society of Free and Accepted Masons) e i Moderns (The Premiere Grand Lodge), nel 1813 le due Massonerie ritrovarono l'unità stipulando un Atto di Unione (Act of Union) che qui viene integralmente riprodotto (ovviamente in inglese):

http://www.chimera160.it/pdf/union.pdf

sabato 8 dicembre 2012

CONAN DOYLE, SHERLOCK HOLMES E LA MASSONERIA



Dagli atti del convegno Urbinoir 2011, un saggio a firma Marco Rocchi dal titolo: "Tra razionalismo e irrazionalismo: l'ombra della Massoneria su Conan Doyle e Sherlock Holmes", apparso sul fascicolo 1-2 (2012) della rivista Linguae & :

http://www.ledonline.it/linguae/allegati/linguae1212Rocchi.pdf


giovedì 6 dicembre 2012

BUFFALO BILL, MASSONE


Molti eroi dell'epopea western americana hanno indossato il grembiule della fratellanza Massonica (Davy Crockett e Kit Carson, tra gli altri).
In questo saggio (in inglese) viene ricordata l'appartenenza massonica di William F. Cody, più conosciuto come Buffalo Bill:

http://masoniceducation.com/article.asp?article=buffalo-bill-cody

mercoledì 14 novembre 2012

LE ORIGINI DEL RITUALE NELLA CHIESA E NELLA MASSONERIA

Helena Petrovna Blavatsky
Saggio di Madame Blavatsky (fondatrice della Società Teosofica) sulle origini del rituale nella chiesa e nella Massoneria:

martedì 16 ottobre 2012

I RITI RICONOSCIUTI DAL GRANDE ORIENTE D'ITALIA


In questo documento ufficiale del Grande Oriente d'Italia vengono elencati - e soprattutto descritti - i Riti coi quali il GOI stesso intrattiene regolari rapporti, regolamentati da appositi Protocolli d'intesa.
Il documento non è datato; tuttavia, è bene notare, si tratta di un documento certamente non aggiornato, come si evince dal fatto che reca una premessa firmata dall'allora Gran Maestro Virgilio Gaito:

http://www.ritodiyork.it/filesterni/all.pdf



mercoledì 3 ottobre 2012

DISCORSO MASSONICO DI JOSE' RIZAL

José Rizal, patriota filippino

José Rizal, massone, è ritenuto l'Eroe Nazionale delle Filippine.
Fu condannato a morte nel 1896, a soli 35 anni, per la sua attività durante la rivoluzione tesa ad ottenere l'indipendenza dalla Spagna.
Nel 1883, quando aveva 22 anni, aveva tenuto in Loggia il discorso massonico che qui di seguito riportiamo:

http://www.rizal.it/massoneria.pdf


venerdì 21 settembre 2012

UN RITUALE CARBONARO

Un brevetto di affiliazione alla Carboneria

In questo rituale Carbonaro in grado di Apprendista, seguito da un Catechismo d'istruzione - risalenti al 1818 - si evidenzia (se mai ce fosse bisogno) la filiazione di questa Società segreta dalla Massoneria.

Per leggere o scaricare clicca qui

giovedì 26 luglio 2012

lunedì 9 luglio 2012

UNA POESIA MASSONICA

La copertina della raccolta poetica "Geroglifico"
di Federico Guastella

Proponiamo una poesia di Federico Guastella, dalla silloge "Geroglifico" (Libreria Editrice Urso, 2012); collocata in una raccolta non dichiaratamente massonica, tuttavia presenta un evidente simbolismo liberomuratorio, tutto incentrato sul lavoro personale dell'apprendista sulla pietra grezza:



CATARSI

Generosa l'arte di sgrossare la pietra
che espelle scorie velenose dal giardino
della vita.
Ecco! Guarisce dalla sordità, fratello,
e libera dalla benda che oscura la pupilla.
Catarsi la sgrossatura della pietra.
Obbliga a frangere l'opaco specchio
del passato, a respingere gli avidi idoli
del presente che incalzano, e a levigarla
ogni asprezza della testata d'angolo 
che, spiga di grano, ci sostiene.
Cerca dentro di te, fratello, il candore
del cigno.
E' futuro di pace, 
spazio comune il suo cuore. 
Voglia d'infinita luce.



A una lettura attenta, altre poesie della raccolta appaiono ispirate, quasi contaminate, dal simbolismo latomistico. Un libro da leggere, assaporandolo pagina dopo pagina, senza fretta.







martedì 3 luglio 2012

"FILOSOFIA MASSONICA" DI MAURO CASCIO



Mauro Cascio
Filosofia Massonica
Nota introduttiva di Alessandro Cecchi Paone e appendici di Antonio Cecere e Marco Rocchi
Bastogi Editore, 2012, €.12,00

Quella di Mauro Cascio è una sfida. Una sfida lanciata anche da altri, ma che ora, grazie all’apertura (seppur minima) del mondo culturale e letterario, è pronta per essere accolta da un più vasto pubblico. Si tratta, come scritto nella quarta di copertina, di restituire agli studi filosofici uno degli “oggetti” più straordinari della cultura occidentale degli ultimi tre secoli, vale a dire, l’Istituzione Massonica.
Parlare di filosofia massonica e non solo di filosofi massoni, può suonare alquanto inusuale per coloro che sono abituati ad associare la parola “massonico” alle teorie complottistiche, alle vicende come la P2 o ai libri in stile Dan Brown.
C’è, in effetti, un abuso oramai storicamente ben documentato, delle parole e dei simboli riguardanti la massoneria. Abuso fin troppo spesso doloso. Aborto di una disinformazione che non solo mira al facile guadagno con sensazionalismi sincretistici di ogni tipo, ma che mira concretamente alle fondamenta della tradizione laica, o anche più semplicemente a tutto ciò che infastidisce la tradizionale fattura religiosa e politica del paese.
Se è vero che da una parte la Massoneria (se di Massoneria con la “m” maiuscola è possibile parlare) riceve tuttora discriminazioni da organizzazioni religiose e politiche contrapposte ai valori laici e liberali, si deve anche ammettere che c’è una sorta di indifferenza allargata verso l’analisi della portata filosofica del fenomeno massonico. Non sono rare, infatti, le pubblicazioni straniere a riguardo (si pensi per esempio ai rilevanti studi di Margaret C. Jacob o alle importanti affermazioni di J. Habermas per quanto riguarda il contributo della Massoneria allo sviluppo della società borghese) ma sono ancora troppo poche le pubblicazioni italiane che possono davvero ridare all’istituzione massonica quel lustro che da troppo tempo le è stato negato. Di certo non servono a questo scopo le notizie che si apprendono dai deliranti media italiani, dove improvvisati storici ed esperti di un fantomatico “esoterismo” si addentrano, circondati da atmosfere alla Eyes Wide Shut, in territori che non competono ai nani e alle ballerine.
Ma come sempre, nella più tetra notte, alcuni ricercatori scoprono la Luce, ed ecco che senza lasciarsi troppo abbagliare iniziano a diffonderla nei loro ambienti. È il caso di Mauro Cascio, Antonio Cecere e Marco Rocchi, i quali ci permettono in una sola opera di attingere da tre prospettive massoniche e/o filosofiche diverse .
Mauro Cascio (giornalista, scrittore, laureato in Filosofia) ci accompagnerà nel suo percorso filosofico per almeno 54 pagine. Cascio è pensatore esistenzialista, ma non alla Sartre, ateo e senza speranza, ma alla Camus, dove “la lotta verso la cima basta a riempire il cuore di un uomo”. Il massone - così come il filosofo - secondo Cascio, cerca di continuo, senza mai fermarsi su risposte definitive. È un uomo, l’iniziato, che non si abbandona allo sterile dogmatismo, ma affronta con coraggio e determinazione la molteplicità di prospettive che il mondo gli riserva. Vengono alla mente, allora, le intuizioni di quella corrente filosofica che prende le mosse dalla svolta ermeneutica che in Italia vede il suo sviluppo con Gianni Vattimo, sotto il nome di Pensiero debole. Il linguaggio, l’Arte, la verità, il dialogo. Questi sono solo alcuni dei temi toccati da Cascio. La Massoneria come tempio e cantiere per la costruzione di un senso comune che manca all’umanità. Per Mauro Cascio, in definitiva, la ricerca filosofica sembra essere assimilabile alla ricerca massonica, poiché la squadra, il compasso, la cazzuola e la livella sono strumenti comuni ad entrambi i percorsi iniziatici.
Il volume di Mauro Cascio si compone anche di una splendida appendice nella quale Marco Rocchi e Antonio Cecere affronteranno due aspetti specifici della componente filosofica dell’istituzione massonica.
Il contributo di Antonio Cecere, dal titolo La religione a cui tutti gli uomini darebbero il proprio consenso, prende le mosse da una affermazione che il Nostro ritiene centrale nell’argomentazione di Mauro Cascio: “Davanti al tema eterno della Verità il massone cerca, il credente ha”. Cecere rintraccia il peso della componente deistica nella tradizione massonica partendo rigorosamente dallo studio delle costituzioni massoniche redatte da James Anderson nel 1723. Secondo Cecere, il quale porta a suo favore i contributi di almeno un secolo di studi in tale campo, il deismo diffuso dalla tradizione massonica si pone come stadio principale di una civiltà moderna, pluralista e tollerante. La Massoneria, allora, rappresenterà un progetto della modernità teso alla costruzione di nuove forme di sociabilità libere dal giogo dei dogmi e dalle distinzioni religiose.
Pitagorismo e Newtonianesimo nella Massoneria è invece il titolo del contributo di Marco Rocchi (autore non estraneo a pubblicazioni sul Newton alchimista), nel quale ci è permesso scorgere la funzione di collante che la Massoneria ha giocato soprattutto nel secolo dei Lumi. Se è vero, infatti, che molti filosofi illuministi appartenevano all’istituzione massonica, è anche vero che all’interno di questa istituzione hanno trovato un fuoco vivificante quelle tradizioni esoteriche come l’alchimia, la cabala e il pitagorismo. Come ricorda Marco Rocchi, non si può parlare della Massoneria come erede delle antiche tradizioni pitagoriche o ermetiche, ma di certo è innegabile la presenza nel grembo massonico di questa seconda anima, dopo quella illuministica, più misticheggiante e se vogliamo, anche più irrazionalistica.

Nazzario Giambartolomei

lunedì 25 giugno 2012

IL SOLSTIZIO



Una bellissima tavola del F.llo Federico Guastella (della R.L. San Giorgio e il drago, n. 759 all'Or.Ragusa) sul solstizio e sulle sue implicazioni simboliche sul lavoro del Massone:

https://www.box.com/s/bd67c87e0b2caa5f4045

sabato 16 giugno 2012

LA PRIMA LOGGIA DI ROMA


Storia della prima Loggia (o quanto meno della più antica di cui si abbia traccia) all'Oriente di Roma. Si trattava di una Loggia giacobita, detta appunto Jacobite Lodge o Roman Lodge. Eccone la storia in un articolo del F.llo Pericle Maruzzi (apparso nella rivista "Lumen Vitae" del 1957):

http://goilazio.it/?q=node/76

lunedì 11 giugno 2012

"VERSO L'ARCA D'ARGENTO - I MISTERI DEL CAMMINO DI SANTIAGO" DI GRATIANUS



Gratianus, Verso l’Arca d’argento – I misteri del cammino di Santiago, Mimesis Editore, 2011 (€.22,00).





Gratianus è uno pseudonimo dietro il quale si cela - come nelle migliori tradizioni iniziatiche - un alchimista.
Non uno studioso di alchimia, si badi bene, ma propriamente un iniziato all'Ars Regia, un alchimista che pratica l'Arte nel suo laboratorio, tra storte, alambicchi e athanor.
Gratianus è un erede diretto di quella linea che, in epoca moderna - quando cioè gli alchimisti avevano ormai quasi completamente dismesso la pratica per dedicarsi a un'alchimia simbolica, da biblioteca - va in controtendenza recuperandone l'operatività e la prassi.
È una linea che parte da Fulcanelli e si snoda attraverso Eugene Canseliet e Paolo Lucarelli, diretto Maestro dell'Autore.
In questo libro, Gratianus racconta, in un avvincente diario suddiviso in quaranta tappe (proprio quaranta, e già su questo si potrebbe discettare) il suo pellegrinaggio che partendo da St. Jean Pied de Port lo ha condotto a Santiago di Compostela in un percorso appagante lungo 700 chilometri.
Un diario strutturato come un racconto, alla ricerca dei segni dell'Arte Regia, disseminati lungo il percorso.
 Sono segni che Gratianus - forte della lezione di Fulcanelli e del suo “Il mistero delle cattedrali” - non può ignorare; e sono segni che l'Autore ci illustra con sapienza, anche se pare a volte - in accordo alla migliore tradizione ermetica - che per ogni simbolo svelato altri ne nasconda nel piano sapiente della narrazione.
Ma il vero insegnamento è quello che Gratianus ci offre indicando le tracce - per usare le sue stesse parole - della "esistenza di un'unica Tradizione operativa di «fuga dal mondo», comune a tutte le civiltà di questa terra".
Ne esce una magnifica guida scritta "a beneficio degli studiosi di filosofia ermetica, dei pellegrini consapevoli e dei viaggiatori curiosi".
Da leggere quindi e, per chi ne avesse la possibilità, da portare con sé lungo quel cammino tanto polveroso e faticoso quanto promettente e luminoso.
                                                                                  Marco Rocchi

domenica 3 giugno 2012

"IL MISTERO DI MARIA MADDALENA DAI VANGELI GNOSTICI AI REX DEUS" DI MASSIMO AGOSTINI




Massimo Agostini, Il mistero di Maria Maddalena, dai Vangeli gnostici ai “Rex Deus”, Edizioni Grapho5, 2012, €.15.00.



Un filo sottile lega l’antico culto della Dea Madre, il mito di Iside e la figura di Maria Maddalena, per arrivare – sapientemente occultato – fino a noi.
Un filo sottile, si diceva. Ma anche molto evidente e convincente se a mostrarlo, a dipanarne il groviglio, è una guida che sa di cosa parla (e non sarà un caso che a farsi carico della prefazione sia stato nientemeno che Sir Ian Sinclair).
E Massimo Agostini, di professione medico, si dedica da tutta la vita a leggere il significato, oltre le mere apparenze, di 2000 anni di storia del cristianesimo (con inevitabili richiami ben più antichi, come si è già accennato).
Agostini studia per sé, prima di tutto – e chi scrive, avendo la fortuna di conoscerlo personalmente, può offrirne una testimonianza di prima mano – ma poi si prodiga per trasmettere, con una passione trascinante, ma con pochissime concessioni alla retorica, ciò che ha appreso in lunghi anni di ricerche. E lo fa nella consapevolezza – credo – che certe cose non si comprendono con la lettura, ma attraverso la meditazione, e col lavoro su se stessi.
La lunga storia, che l’Autore racconta con sapienza, parte da Gesù e dalla Maddalena per arrivare a templari e catari, passando per gli gnostici e i cabalisti ebrei. E poco importa se Agostini prende le mosse da un affresco raffigurante la Maddalena, recentemente tornato alla luce durante un restauro della chiesa di San Domenico a Fano: la partenza è locale, ma la vicenda è universale.
È la storia della stirpe reale – ossia dei Rex Deus – ma è anche la storia del Graal col suo carico di fascinazione e suggestione.
Ma è anche, e soprattutto, la vicenda di una delle più grandi rimozioni che la storia abbia perpetrato: quello della Maddalena, della sua figura storica, ma ancor più del suo significato simbolico: “Maria Maddalena (…) è il simbolo del rinnovato patto con l’Uno Universale, con il Dio Immutabile e Inconoscibile, ben diverso da quello emozionale dell’Antico Testamento; un Dio buono, fonte di ogni manifestazione che si fa carne per la salvezza dell’umanità”.
La lettura non può che essere in chiave iniziatica, perché così è stata tramandata; poiché, come scrive Agostini: “Il limite della storia è che a scriverla sono i vincitori, sicché ai perdenti non resta che rifugiarsi in un linguaggio nascosto, trovando in esso lo strumento per tramandare ai posteri la propria verità”.
L’unico limite del libro – non difetto, si badi bene – è che, proprio per il suo prendere le mosse da un affresco fanese, esso rischia di venire collocato tra le tante opere localistiche, mentre il posto che merita è in ben altra posizione, tra opere di ben più vasto respiro.      
                                                                                 
Marco Rocchi

mercoledì 23 maggio 2012

LA CARTA DEI VALORI DEL GRANDE ORIENTE DI FRANCIA


Il Grande Oriente di Francia ha presentato una "Carta dei valori"; si tratta di importante documento, che attualizza i valori storici della Massoneria. Di seguito il link del documento (in francese):

http://213.56.64.10/uploads/assets/file/charte_godf.pdf

sabato 12 maggio 2012

UN ANTICO DISCIPLINARE DELLA LOGGIA REALE AMALIA AUGUSTA (1807)

Amalia Augusta di Baviera
(moglie del Viceré d'Italia Eugenio Beauharnais,
primo Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia),
cui era dedicata la Loggia di Brescia in epoca napoleonica
Interessantissimo documento che riproduce il Disciplinare della Loggia Reale Amalia Augusta all'Oriente di Brescia, redatto nel 1807:

http://silvanodanesi.info/wordpress/wp-content/uploads/2008/06/disciplinare-della-loggia-amalia-augusta.pdf


lunedì 7 maggio 2012

I RAPPORTI TRA EBRAISMO E MASSONERIA DA UN SITO INTEGRALISTA CATTOLICO


Da un sito integralista cattolico segnaliamo un saggio a firma Arnaud de Lassus sui rapporti tra Ebraismo e Massoneria, dal quale trapelano in maniera fin troppo evidente un furore antisemita e antimassonico, congiuntamente ad una tendenza mistificatrice circa il reale rapporto tra la religione ebraica e la Massoneria:

http://www.centrosangiorgio.com/occultismo/massoneria/articoli/pagine_articoli/ebraismo_e_massoneria.htm#1

mercoledì 2 maggio 2012

UNA LETTERA INEDITA DEL GRAN MAESTRO ETTORE FERRARI

Il Gran Maestro Ettore Ferrari

Di recente il Grande Oriente d'Italia ha acquisito una lettera inedita in cui il Gran Maestro Ettore Ferrari si rivolge al F.llo Alberto Alberti comunicandogli l'intenzione di recarsi dal F.llo Giosue Carducci per portargli un dono della Massoneria italiana.
La lettera è datata 5 febbraio 1907, ed Ettore Ferrari non riuscì a incontrare il poeta, che morì il 16 febbraio.
Al F.llo Alberto Alberti, poeta, fu affidato il compito di scrivere l'epitaffio di Carducci:

Ai piè della bara di Lui
che artefice infaticato e indomabile
– sull’incudine della Massoneria –
spezzò catene e temprò spade per la libertà
i Liberi Muratori
depongono rami di acacia
con i loro innumeri fiori
omaggio 
dell’Umana famiglia 


Nel link che segue è possibile visionare la lettera:

https://www.box.com/s/e0dd7131237382d375c6

sabato 28 aprile 2012

UNA MERIDIANA MASSONICA DI GIOVANNI FRANCESCO ZARBULA


Nei pressi di Sestriere è possibile ammirare una meridiana con evidenti simboli massonici (squadra e compasso sovrapposti), opera che Giovanni Francesco Zarbula eseguì nel 1872.
Dal libro di Mario Anesi "Al tempo segno il passo, all'uom la vita" (edito dalla Società Storica delle Valli di Lanzo, 2003) ricaviamo le seguenti informazioni:  

"Giovanni Francesco Zarbula (...) nativo di Vigone, lavorò a cavallo delle Alpi dal 1830 al 1880 nel Pinerolese, Val Germanasca, Val Chisone, ma soprattutto sul versante francese, Briancon, Valle del Queyras. A chi gli domandava quale fosse il suo lavoro, rispondeva: "J'attrape le temps" (catturo il tempo). In cinquant'anni di attività costruì innumerevoli meridiane su case private, chiese, campanili, municipi, con stile e decorazioni inconfondibili: animali fantastici, uccelli, vasi di fiori e... squadre e compassi sovrapposti. Così usava firmare le sue opere. Evidentemente massone, affiliato a una loggia francese (da noi c'era la Restaurazione), i parroci lo lasciavano fare, salvo raschiargli la firma a lavoro compiuto".


Nel link che segue, la foto della meridiana di Sestriere:


http://www.freemasons-freemasonry.com/Masonic_Sundial.html


martedì 24 aprile 2012

GLI ANTICHI DOVERI

Frontespizio delle Costituzioni di Anderson del 1723

Tavola del F.llo Alessandro Ruzzi della GLRI sugli Antichi Doveri, così come riportati dalle Costituzioni di Anderson del 1723; viene proposta anche una loro nuova traduzione.

http://www.chimera160.it/pdf/antichid.pdf



martedì 17 aprile 2012

L'ILLUMINISMO DEI ROSA-CROCE DI FRANCES A. YATES




Frances A. Yates, L’illuminismo dei Rosa-Croce, Mimesis Editore, 2011 (€.28,00).

Merita un plauso l'editore Mimesis per avere ridato alle stampe un'opera fondamentale della studiosa dell’Istituto Warburg, Francis Amelia Yates: “L'illuminismo dei Rosa-croce” (dopo che l'opera originale era stata pubblicata nel 1972 in Inghilterra e che l'edizione italiana del 1976, per i tipi di Einaudi, era andata esaurita da tempo).
Certe opere hanno il merito di segnare un punto di svolta, di abbattere paradigmi comunemente accettati, di aprire nuove vie alla comprensione di certi avvenimenti e di certe scuole di pensiero. Così è per quest’opera, sebbene la stessa autrice ci metta in guardia sin dalla prefazione da facili sensazionalismi: “Come può un rosacroce essere illuminista? Il fatto è che sto usando rosacroce in un senso strettamente e storicamente limitato, e non sto usando illuminismo nel suo usuale senso strettamente e limitatamente storico.(…) Rosacrociano in questo senso puramente storico rappresenta una fase della storia della cultura europea intermedia tra il Rinascimento e la cosiddetta rivoluzione scientifica del the XVII secolo.”
Rosacrocianesimo è dunque per la Yates uno stile di pensiero: “Vorrei cercare di persuadere le persone e gli storici ad usare il termine rosacrociano. Questo termine suscita pessime associazioni d'idee, dovute ad asserzioni acritiche di occultisti concernenti l'esistenza di una setta o società segreta, autodenominatasi Rosa-croce, di cui essi pretendono di descrivere la storia e l'associazione… Per parte mia vorrei suggerire di usare questo termine per definire un certo stile di pensiero storicamente riconoscibile (…)”.
La tesi della Yates è quindi che in quel delicato periodo che fece da tramite tra il Rinascimento e la rivoluzione scientifica ci fu continuità e non frattura.
Per dirla con le parole di Claudio Bonvecchio (il cui saggio d'apertura vale quasi quanto il libro stesso): “La Yates segnalava con sensibilità quasi profetica il profondo disagio dei contemporanei nei confronti del pensiero scientifico: considerato asservito alla tecnologia. Rilevando, nel contempo, come ciò desse origine ad un rinnovato interesse per l'esoterico e il religioso: visti entrambi in chiave compensative di un vuoto che sembrava - come è accaduto e accade ancora - non facilmente colmabile. Inoltre, questo interesse - e particolarmente quello per la tradizione esoterica - aveva alle spalle i sospetti del positivismo ottocentesco e del neo positivismo novecentesco, che vi vedevano una pericolosa deriva di latenze superstiziose o di nostalgie culturalmente regressive e antiscientifiche: da combattere con ogni mezzo e ad ogni costo. Non che, oggi, le cose stiano tanto meglio, anche se il ciclone della New Age - malgrado le deprecabili forzature, le ricadute culturali, la colpevole superficialità e il banale consumismo in cui è in corso - ha, quanto meno, avuto il merito di portare alla superficie e rendere osservabile (e parlabile) quanto in passato non lo era: come l'esoterismo, per l'appunto. E all'esoterismo o, più specificatamente, all'ermetismo sono rivolti gli sforzi della Yates che - protetta dal postulato dell'oggettività storica - vuole operarne un’intelligente ed attenta valutazione. Infatti (…) costante sarà lo sforzo di dimostrare che l'antico ermetismo, innestandosi sulla grande tradizione esoterica rinascimentale, è stato la levatrice di un moderno capace di coniugare l'uomo con la natura e con lo spirito. E non già di separarlo: come avverrà lentamente, con l'affermarsi di uno scientismo dogmatico, rozzo, positivista e metafisico. Su questa linea, la Yates ha profuso i suoi sforzi e le sue energie per ribadire che l'ermetismo/esoterismo non era in contrasto con il sapere scientifico, ma proponeva un sapere in cui l'uomo fosse il centro propulsore.”
D'altra parte, come dimenticare che Newton - considerato il padre intellettuale degli illuministi - incarnò alla perfezione questo trait d’union? Esemplificativo un passo del libro: “accostarsi a Newton attraverso l'alchimia rosacrociana può contribuire non solo a individuare il filone unitario dei suoi studi fisici e alchimistici, ma anche a integrarli con quelli sulla devozione ebraica, che troviamo alla base dei suoi studi storici”.
Per finire, in questa preziosa opera spicca come un importante documento il capitolo su “Rosacrocianesimo e massoneria”, che indaga il filo conduttore esistente tra queste due esperienze iniziatiche, senz'altro le più importanti dopo il periodo rinascimentale.
A completare il libro, in appendice, due dei manifesti Rosacrociani: Fama fraternitatis e Confessio fraternitatis.
                                                                                  Marco Rocchi

giovedì 12 aprile 2012

LA TAVOLA DI TRACCIAMENTO IN GRADO DI APPRENDISTA

Tavola di tracciamento in primo grado

Un interessante articolo del F.llo Jean-Michel David (in inglese) sul significato della tavola di tracciamento in grado di apprendista:

http://www.lodgeofresearch.com/papers/18_david.html

sabato 7 aprile 2012

APPRENDERE L'UMILTA'



Proponiamo una tavola intensa e sincera sul tema "Apprendere l'umiltà", tracciata in grado di Apprendista dal F.llo N.G. della R.L. Victor Hugo 1893 all'Or. di Urbino:

http://www.box.com/s/3bfef98137bab3e8d1e7

mercoledì 4 aprile 2012

"GNOSI. NOSTALGIA DELLA LUCE" DI BIONDI, BONVECCHIO, LETTIERI, RINALDI



Graziano Biondi, Claudio Bonvecchio, Gaetano Lettieri, Giancarlo Rinaldi (a cura di Piero Vitellaro Zuccarello). Gnosi, nostalgia della luce. Mimesis, 2012, (€.10,00).




Quattro saggi preziosi su un argomento affascinante come quello della Gnosi: è questo che ci offre il volume edito dalla casa editrice Mimesis - da sempre attenta a queste tematiche - e curata da Piero Vitellaro Zuccarello, con il patrocinio dei Collegia Mediolanum – Capitolium del Rito Simbolico Italiano.
Ma ciò che rende particolarmente prezioso l'agile volumetto di 84 pagine è il rigore scientifico dei quattro saggi, opera di altrettante autorità in ambito accademico: e non è poco, in un settore in cui spesso ciò che il mercato editoriale propone è confuso e superficiale.
Il primo contributo, introduttivo, è di Giancarlo Rinaldi (Università L'Orientale di Napoli) ed affronta il problema delle fonti per lo studio dello gnosticismo e, con esso, la dibattuta questione se lo gnosticismo vada considerata un'eresia nata e sviluppata in ambito cristiano o non affondi piuttosto le sue radici nel giudaismo o nelle religioni dualistiche iraniche. Certo il suo contributo, “Testi e documenti per la storia dello gnosticismo”, ricco di note e richiami bibliografici, è di non sempre facile lettura. Ma questo è il prezzo che si paga inevitabilmente per il rigore scientifico. E in un campo in cui il rigore a volte sembra non avere fatto presa, la ricchezza bibliografica di questo saggio risulta quanto mai apprezzabile. Come Rinaldi riferisce, il suo contributo è parte di un capitolo di un volume di imminente pubblicazione dal titolo “Cristianesimi nell'antichità”. Chi avrà letto il breve saggio qui presentato lo aspetterà con ansia.
Nel secondo contributo, Gaetano Lettieri (Università La Sapienza di Roma) affronta un aspetto molto specifico, addentrandosi nel conflitto intellettuale che vide contrapposti il filosofo neoplatonico Plotino ed alcuni suoi allievi gnostici. Fu una battaglia filosofica, quella che Lettieri descrive brillantemente, nella quale Plotino si impegnò stigmatizzando lo gnostico disprezzo dell’armonia e della bellezza sensibile. Memorabili in questo senso le sue parole: “Non si può, dunque, diventare buoni disprezzando il mondo, gli dèi che sono in esso e le altre cose belle”.
Il terzo contributo, di Graziano Biondi (Università di Urbino “Carlo Bo”), affronta la complessa figura di Basilide, filosofo gnostico dalle caratteristiche molto peculiari, che era già stato oggetto di un suo ponderoso saggio, certamente il più ricco e aggiornato sull'argomento, dal titolo: “Basilide. La filosofia del dio inesistente” (Manifestolibri, 2005). Oggetto di questo saggio, comunque, è in particolare il legame complesso e sottile tra il Nous di Basilide e il Logos di Giovanni.
Infine, nell'ultimo saggio, Claudio Bonvecchio (Università dell’Insubria di Varese), affronta con la consueta brillantezza un argomento che a prima vista potrebbe apparire come una contraddizione in termini: il complesso rapporto tra gnosi e politica. In realtà, Bonvecchio mostra con chiarezza che il rifiuto del mondo da parte degli gnostici si è sviluppato lungo due direttrici principali: quella ascetica di chi, rifiutando il mondo, lo rifugge rinchiudendosi in una sfera intimista e spirituale, e quella libertina e rivoluzionaria che manifesta il rifiuto del mondo combattendone le regole e facendosi così portatrice di pulsioni rivoluzionarie. Il saggio di Bonvecchio termina con l'acuta analisi dell'opera di recupero della Gnosi da parte di due grandi intellettuali del calibro di Hermann Hesse e Carl Gustav Jung.
Raramente una raccolta di contributi nata dagli atti di un convegno risulta di così piacevole e stimolante lettura.

Marco Rocchi

giovedì 29 marzo 2012

IL RITO DI MISRAIM

Gli Statuti del Rito di Misraim del 1818

In questo link, il classico "Misteri del Rito di Misraim - Origini degli Arcana-Arcanorum" di Denis Labourè:

sabato 17 marzo 2012

LA POLEMICA TRA ROBERTO ARDIGO' E LA MASSONERIA

Roberto Ardigò (1828-1920)

Roberto Ardigò, filosofo positivista, fu nel 1903 protagonista di un acceso attacco contro la Massoneria, cui rispose con un editoriale altrettanto acceso la Rivista della Massoneria Italiana.
Riportiamo di seguito l'intera polemica, con l'attacco di Ardigò, la replica della Massoneria e la controreplica del filosofo; si evidenzia, a latere, l'immancabile intromissione della Chiesa, combattuta tra la consueta antimassoneria e l'odio nei confronti di Ardigò, reo di essere un ex sacerdote spretato:

http://www.box.com/s/1f525d45e52bdcd18755

lunedì 12 marzo 2012

"MEMORIE DI UN MASSONE" DI NICOLA MARDARCE



Nicola Mardarce, Memorie di un Massone, Bastogi Editore, 2012 (€.15,00)


Nicola Mardarce, lo apprendiamo dalla notizia in quarta di copertina, è uno pseudonimo dietro il quale si cela un avvocato romano di media età, di madre ebrea e padre protestante; già docente universitario in Italia e all'estero, ha all'attivo oltre 100 saggi giuridici di diritto e storia della Chiesa antica. Sarebbero dati sufficienti a permetterne, senza troppi sforzi, l'identificazione. Ma a che pro? La sua storia è sincera, persino – in qualche tratto – fino alla sgradevolezza che a volte accompagna la sincerità.
Perché Mandarce è trasparente, e con questa trasparenza racconta la sua storia – che potrebbe essere quella di qualunque massone – entro una non meglio identificata Obbedienza.
“La Massoneria vista dall'interno” è il sottotitolo del libro, con l'intento, dichiarato, di fare da controcanto al libro di Maurice Caillet “Io ero massone” (un libro che, sia detto per inciso, disonora ben più il transfuga che l'Istituzione cui egli dichiara di essere appartenuto; e non per il “tradimento”, ma piuttosto perché Caillet dimostra di non aver compreso nulla degli insegnamenti ricevuti).
Ma Mardarce non polemizza con l'ex massone francese; semplicemente, racconta la sua esperienza massonica, ben più coerente e consapevole di quella di Caillet.
E lo fa con grazia e con ironia, e a tratti quasi con britannico distacco, comunque ponendosi fin dalla premessa un obiettivo chiaro: “Non è mia intenzione convincervi delle mie ragioni né difendere la massoneria ove non tutto è rose e fiori, al pari di qualunque aggregazione di esseri umani. Desidero soltanto ripristinare l'obiettività”.
Un libro rivolto quindi, se ne deduce, ai profani, i quali però non troveranno risposte a curiosità morbose: non segreti rivelati, non rituali violati, ma il racconto autobiografico di un avvincente cammino iniziatico.
Rivolto ai profani si diceva; ma non solo, e certamente molti massoni lo leggeranno con un certo godimento.


                                                                                                  Marco Rocchi 

sabato 10 marzo 2012

"DE SECRETIS OPERIBUS ARTIS ET NATURAE" DI CARLO DE RAFFAELE


Recensione libraria:


Carlo De Raffaele, De Secretis Operibus Artis et Naturae, Bastogi Editore, 2011 (€.8,00)

Il libro di Carlo De Raffaele, che si pone come una sintesi di diversi precedenti contributi dell’Autore, propone un affascinante viaggio nel misterioso mondo dei Rosacroce e indaga il legame tra Rosacrocianesimo, Massoneria e chiesa Cattolica. L'opera prende le mosse da una disamina del problema dell'identità del fondatore della confraternita dei Rosacroce: che Christian Rosenkreutz fosse una figura mitica non v'erano dubbi, ma De Raffaele avanza l'ipotesi, sulla base di un manoscritto conservato a Maiorca, che il vero fondatore dell'Ordine sia stato nientemeno che Raimondo Lullo, filosofo, alchimista e cabalista spagnolo, sulla cui figura per certi versi Christian Rosenkreutz sembra ricalcato.
In particolare, ad accomunare i due personaggi, oltre ad una sovrapponibile serie di esperienze biografiche, ci sarebbe la volontà condivisa e dichiarata di riunire tutti gli uomini in una comune religione universale.
Se l'ipotesi di De Raffaele fosse  confermata, la mitica confraternita e il suo altrettanto mitico fondatore assumerebbero un carattere reale, e tutti i movimenti Rosacrociani sorti dopo la pubblicazione dei tre manifesti (Fama, Confessio e Nozze chimiche) tra il 1614 e il 1616 avrebbero una filiazione più o meno diretta con la confraternita fondata da Lullo.
Ma c'è di più, perché un altro manoscritto, conservato ad Oxford, e attribuito al filosofo francescano Ruggero Bacone – anche lui con forti interessi alchemici e occultistici –, spinge De Raffaele a sostenere anche la filiazione diretta della Libera Muratoria dalla Confraternita dei Rosacroce. Questo manoscritto sarebbe dunque, secondo l’Autore, un vero e proprio "manifesto primigenio della Massoneria", e proverebbe che “le origini della Massoneria, come pure della società segreta della Rosacroce, durante il medioevo vadano individuate proprio in seno a quell’istituzione che più ha combattuto ed ostacolato, nei secoli, le attività di entrambe: la chiesa Cattolica”.
Se scegliamo di usare il condizionale è perché queste ricerche, che devono ancora essere confermate, smentirebbero le teorie fin qui più accreditate dagli storici sulla origine della massoneria speculativa, che andrebbe così retrodatata al medioevo, anche se – nella nuova cornice che il lavoro di De Raffaele va delineando – l’intreccio tra massoneria speculativa e operativa sarebbe così aggrovigliato da sfumare i contorni delle due esperienze.
Se a tutto questo aggiungiamo che, in una nota iniziale, l'Autore riferisce di pressioni, furti e minacce ai suoi danni, ce n'è abbastanza per tingere di giallo una lettura già di per sé interessante.

                                                                                              Marco Rocchi 

martedì 6 marzo 2012

L'IMMAGINAZIONE


Breve, ma intensa, tavola su "L'immaginazione", tracciata in grado di Apprendista dal F.llo N.B. della R.L. Victor Hugo 1893 all'Or. Urbino:

http://www.box.com/s/yzj9bci2zv8247js4j06

venerdì 2 marzo 2012

STORIA DEI RITI UNIFICATI DI MEMPHIS E MISRAIM

Giuseppe Garibaldi, cui si deve l'unificazione
dei Riti di Memphis e Misraim 

Storia dell'Antico e Primitivo Rito di Memphis e Misraim, dall'unificazione tra i due Riti a opera di Garibaldi alla seconda metà del XX secolo:

http://www.memphismisraim.it/id111218.htm

lunedì 20 febbraio 2012

JEAN SIBELIUS MASSONE

Jean Sibelius

Jean Sibelius, il più famoso compositore finlandese, era Massone e compose anche un'opera specificamente Massonica (l'Opus 113).
In questo articolo del F.llo Simo E.W. Laine vengono trattati, oltre a Sibelius, anche altri compositori finlandesi Massoni:

http://www.masonmusic.org/sibelius.html

sabato 18 febbraio 2012

LE SOCIETA' DI RICERCA MASSONICA

La rivista della Philaletes Society

Interessante articolo (in inglese) del F.llo Shawn Eyer sulle principali Logge o Associazioni di Ricerca Massonica con relativi link.
Per vedere clicca qui oppure qui.

venerdì 10 febbraio 2012

IL MASSONE LANDO CONTI NELLE PAROLE DEL GRAN MAESTRO GUSTAVO RAFFI

Targa commemorativa in ricordo di Lando Conti

Il discorso che il Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia Gustavo Raffi ha tenuto nel febbraio del 2001 (e pubblicato nel volume "In nome dell'Uomo", Mursia, 2011) per commemorare Lando Conti, sindaco Massone di Firenze trucidato il 10 febbraio 1986 dalle Brigate Rosse:

http://newsletter.grandeoriente.it/newsletter/5_12/lando_conti.pdf

venerdì 3 febbraio 2012

STORIA DEL RITO DI MISRAIM O RITO D'EGITTO

Sigillo dell'Antico e Primitivo Rito di Memphis e Misraim


Breve storia del Rito di Misraim (o Rito di Egitto) dall'origine fino alla unificazione col Rito di Memphis, avvenuta nel 1881.

Per leggerla clicca qui oppure qui

mercoledì 25 gennaio 2012

I VERTICI E LE SEDI DEL GRANDE ORIENTE D'ITALIA DAL 1864 AD OGGI

Sigillo del Grande Oriente d'Italia

In questo sito vengono riportati tutti i Gran Maestri e, ove possibile, i Gran Dignitari del Grande Oriente d'Italia dal 1864 ad oggi; segue poi un interessante elenco delle sedi istituzionali del GOI nello stesso periodo.

Per leggere clicca qui oppure qui.

giovedì 19 gennaio 2012

ANTONIO COCCHI, IL PRIMO MASSONE ITALIANO

Antonio Cocchi

Chi fu il primo Massone italiano? Molti storici rispondono che si tratta del medico toscano Antonio Cocchi. Ma dobbiamo intenderci: se per primo Massone italiano intendiamo il primo italiano iniziato in una Loggia Italiana, la risposta è certamente esatta: il Cocchi fu iniziato nel 1732 in una Loggia Fiorentina (anche se di Obbedienza Inglese).
Ma se intendiamo invece il primo italiano a essere iniziato in una qualunque Loggia, allora tale primato spetta al musicista Francesco Saverio Geminiani, iniziato nel 1725 in una Loggia Londinese composta da soli musicisti.

In ogni caso, in questo articolo tratto dalla rivista Hiram (n.2, 1980), viene trattata la figura di Antonio Cocchi, medico e Massone:

http://goilazio.it/node/82

sabato 14 gennaio 2012

STORIA DEL RITO DI MEMPHIS

Sigillo dell'Antico e Primitivo Rito di Memphis e Misraim
In questo link, la storia del Rito di Memphis o Rito Orientale, da cui è nato l'Antico e Primitivo Rito di Memphis e Misraim:

http://www.memphismisraim.it/id111216.htm